Menu Chiudi

Il PIL durante e prima del covid

Condividi l'articolo

Tempo di lettura: 8 minuti

In questo preciso momento storico l’attenzione è focalizzata verso il covid e sugli effetti che questo sta avendo sul territorio nazionale, allo stato attuale fare piani per il futuro non è alla portata di tutti, in molti, purtroppo, sono allo stremo di questa situazione con non poche difficoltà. Un’informazione particolarmente importante ci viene data dal PIL, questo non solo durante, ma anche prima del covid ci illustrava il percorso italiano.

Si è deciso così di sviluppare una breve analisi sull’andamento del PIL, dapprima tra i cinque maggiori Paesi del vecchio continente, di seguito si è portata l’attenzione alle regioni italiane e come queste contribuissero al rinomato dato nazionale prima della pandemia, infine l’ultimo aggiornamento del 2020.

I dati oggetto di queste considerazioni sono quelli Eurostat[1]Vai al sito Eurostat e ISTAT[2]Vai al sito ISTAT. Per la prima fonte, aggiornati definitivamente fino al 2018, i dati seguenti risultano, ad oggi, ancora provvisori, ma se ne è voluto tener conto a supporto di una considerazione finale tra le conclusioni, per quanto riguarda la seconda sono stati utilizzati gli ultimi aggiornamenti disponibili a dicembre 2020 (ed.12/2020) e marzo 2021 (ed.03/2021).

Il PIL dei cinque maggiori paesi dell’area europea

Ci si è molto focalizzati in Italia, ovviamente, sugli effetti della pandemia su conti nazionali come il PIL, ma è opportuno comprendere anche il passato. Visto il ruolo del Bel Paese in Europa, in questa prima fase è molto interessante effettuare una comparazione con i cinque maggior Paesi europei, secondo quella che fu la classificazione European Union Five (EU5), ovvero: Italia, Spagna, Francia, Germania e Regno Unito. Con riferimento al passato, ci sono due crisi fondamentali antecedenti a quella odierna sulle quali volgere l’attenzione: la crisi mondiale del 2009 e la crisi dei debiti sovrani. La prima delle due, vede il suo fondamento nella crisi finanziaria del 2007 seguita da quella industriale (si ricordi il fallimento della Lehman Brothers), come si può osservare nel grafico (Figura 1) il 2009 presenta una flessione negativa per tutti i Paesi oggetto dell’analisi, in special modo Regno Unito e Germania. La seconda crisi, quella dei debiti sovrani iniziata tra il 2010 e 2011, vede protagoniste le finanze pubbliche di molti Paesi, in special modo quelli della zona euro, in questo caso la contrazione negativa si verifica nel 2013 per Spagna e Italia (Figura 1).

Figura 1: “Andamento del PIL per i Paesi EU5 dal 2007 al 2020”
Fonte: Elaborazione su dati Eurostat

Il PIL delle cinque macro-aree italiane

Per soddisfare questa seconda curiosità, si è suddiviso il tutto in macro-circoscrizioni geografiche e, successivamente, preso in considerazione il dato di ogni regione.

I dati utilizzati sono quelli ISTAT dell’edizione di dicembre 2020 (ed.12/2020) del PIL ai prezzi di mercato.

A questo punto la domanda sorge spontanea, come andava il PIL ai prezzi di mercato in Italia prima del coronavirus? Questa risposta è necessaria per stimare gli effetti della pandemia e, soprattutto, per comprendere punti di forza e debolezza dell’Italia.

Il Nord-Ovest

In quest’area, tra il 2015 e 2019 il PIL aumenta del +9,23%, si conferma anche il dato positivo dell’ultimo triennio con il +3,43% (Figura 2).

Figura 2: “PIL ai prezzi di mercato nell’area del Nord-Ovest Italia tra il 2015 e 2019 (ed.12/2020)”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Tra le regioni dell’aera del Nord-Ovest, la Lombardia è la più performante, tanto che nel quinquennio osservato presenta un +10,02%. Anche le altre regioni per lo stesso arco temporale presentano dati positivi: il Piemonte +8,60%, la Liguria +5.25% e la Valle d’Aosta +4,54% (Figura 3).

Figura 3: “PIL ai prezzi di mercato delle Nord-Ovest Italia tra il 2015 e 2019 (ed.12/2020)”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Il Nord-Est

Il Nord-Est non è da meno, anzi performa rispetto all’ovest con il +9,57% nel quinquennio e conferma la sua performance anche tra il 2017 e 2019 col +3,75% (Figura 4).

Figura 4: “PIL ai prezzi di mercato nell’area del Nord-Est Italia tra il 2015 e 2019 (ed.12/2020)”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Le regioni che compongono quest’area geografica presentato tutte delle ottime performance nei cinque anni: Il Trentino-Alto Adige con il +10,83%, l’Emilia-Romagna col +9,98%, il Veneto +9,33% e il Friuli-Venezia Giulia +7,40%. Tra queste, il Trentino-Alto Adige eccelle anche nel triennio con un +5,53% (Figura 5).

Figura 5: “PIL ai prezzi di mercato delle Nord-Est Italia tra il 2015 e 2019 (ed.12/2020)”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Il Centro

Anche il Centro presenta delle buone performance in linea con lo standard nazionale: tra il 2015 e 2019 presenta un +7,88%, mentre nel triennio un più contenuto, ma positivo, +2,80% (Figura 6).

Figura 6: “PIL ai prezzi di mercato nell’area del Centro Italia tra il 2015 e 2019 (ed.12/2020)”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Per quest’area le regioni più performanti sono il Lazio con il +8,18% e la Toscana +8,01%, ma anche Umbria e Marche presentano delle notevoli variazioni positive, la prima del +7,58% e la seconda del +6,30% (Figura 7).

Figura 7: “PIL ai prezzi di mercato delle Centro Italia tra il 2015 e 2019 (ed.12/2020)”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Il Sud

Si intravede già una notevole differenza in termini di performance nel Sud Italia, questo nel quinquennio ha un aumento del PIL del +5,91% e nel triennio che va dal 2017 al 2019 del +2,28% (Figura 8).

Figura 8: “PIL ai prezzi di mercato nell’area del Sud Italia tra il 2015 e 2019 (ed.12/2020)”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Tra le regioni del Sud, la più performante è stata la Puglia con il +7,51% nel quinquennio, seguita da Basilicata col +6,44%, Molise +6,09%, Campania +5,64%, Calabria +4,89% e Abruzzo +4,04%. Una nota positiva che va sottolineata è quella a favore della Basilicata, non solo presenta un buon dato nei cinque anni, ma anche nel triennio con un +5,42% (Figura 9).

Figura 9: “PIL ai prezzi di mercato delle Sud Italia tra il 2015 e 2019 (ed.12/2020)”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Le Isole

Per quanto riguarda le regioni delle Isole maggiori, si rilevano dei dati positivi ma molto più contenuti rispetto al resto d’Italia, nei cinque anni l’aumento è del +3,88% e nei tre del +1,75%. Inoltre, è evidente un rallentamento nelle evoluzioni del dato tra il 2015 e 2016 (Figura 10).

Figura 10: “PIL ai prezzi di mercato nell’area delle Isole maggiori in Italia tra il 2015 e 2019 (ed.12/2020)”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Tra le due regioni delle Isole, la Sardegna nei cinque anni presenta un +4,48% e la Sicilia il +3,65%. Una nota a favore della Sardegna: questa anche nel triennio ha un aumento degno di essere evidenziato, ovvero il +3,35%, contro il +1,13% della Sicilia (Figura11).

Figura 11: “PIL ai prezzi di mercato delle Isole maggiori in Italia tra il 2015 e 2019 (ed.12/2020)”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

L’effetto pandemia sul PIL nel 2020

Arriva così il momento di rispondere all’ultima domanda, ovvero quale sia stato il PIL ai prezzi di mercato in Italia durante il 2020. Per rispondere a questa, sono stati presi in considerazione i dati ISTAT dell’edizione di marzo 2021 (ed.03/2021). Dall’osservazione di questi, si delinea uno scenario sconcertante: anzitutto tra il 2019 e 2020 il calo del PIL è del -7,78%, ma soprattutto il calo è quantitativamente inferiore rispetto al dato del 2016, rendendolo dunque il dato peggiore dell’ultimo quinquennio.

Figura 12: “PIL ai prezzi di mercato dell’Italia tra il 2016 e 2020 (ed.03/2021)”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Prime conclusioni

Premesso che definire “la data di inizio di una crisi” non è così semplice come può sembrare, questo è il caso del periodo che va dal 2007 al 2013, dove se ne vivono ben due molto importanti per l’economia mondiale. La prima crisi, porta ad una evidente contrazione nel 2009 per tutti gli stati EU5 osservati, il calo più importante è quello del Regno Unito. Diversi gli effetti per la seconda crisi, quella dei debiti sovrani, in questo caso Germania, Regno Unito e Francia non ne mostrano gli effetti sul PIL. Diversa la situazione per la Spagna, che vede una flessione negativa proprio nel 2013 e l’Italia che oggettivamente vive una sorta di “stabilità”, segue per entrambi una leggerissima ripresa negli anni che seguono. La vera evidenza sta nella differenza di dinamismo tra questi Paesi. Certo il dato Eurostat non mostra ancora i chiari effetti Brexit ne tantomeno i dati, stabili e definitivi, per il 2020. Difatti, perfino alcuni dati al 2018 dei restanti Paesi facenti parte dell’unione risultano, ad oggi, ancora provvisori.

Per quanto riguarda l’Italia pre-covid, l’osservazione del PIL ai prezzi di mercato mostra delle interessanti caratteristiche. Per tutte le macro aree geografiche si rileva un aumento, ma per ognuna di queste ci sono delle regioni più performanti di altre: si evince la classica, purtroppo, differenza tra nord e sud, le performance descrivono chiaramente la differenza di dinamismo tra i due poli, crescita si ma a due velocità differenti.

Infine, l’osservazione del PIL ai prezzi di mercato negli ultimi cinque anni, comprensivo dell’anno 2020, quello pandemico. Gli effetti sono evidenti, tanto che nel periodo preso in esame risulta essere il peggior dato registrato.

In Italia, oggettivamente, non si traccia un vero dinamismo per questo importante indicatore già nel periodo precedente al covid e alle due maggiori crisi prima citate, facendo crollare quella che pareva essere una stabile e leggera tendenza positiva.

Inoltre, a livello europeo continua a mancare un dato stabile e aggiornato sul quale poter operare in modo concreto.

Spunti di riflessione

Quanto evidenziato fornisce indicazioni sulle quali porgersi ulteriori domande che necessitano chiarezza:

  • Quale sarà il PIL del 2021 in Italia?
  • Quali saranno gli effetti sul PIL tra il 2020 e 2021 dei Paesi citati?
  • Germania e Regno Unito mostreranno lo stesso dinamismo anche tra il 2020 e 2021?

Nei prossimi articoli, si ricercherà la risposta a questa e altre domande.

Vuoi approfondire il tema?

Riferimenti articolo:


Condividi l'articolo