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Auto, mobili e abbigliamento prima del Covid

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Tempo di lettura: 7 minuti

L’osservazione dello scenario precedente al covid è quanto mai essenziale, in particolar modo in settori come quello dell’auto, dei mobili e dell’abbigliamento, tra i cavalli di battaglia dell’Italia industriale. Nel dettaglio, per quest’analisi sono state prese in considerazione le categorie:

  • Abbigliamento, accessori e tessile
  • Legno e derivati, mobilia e accessori
  • Auto, rimorchi e semi rimorchi

Come si avrà modo di leggere, nel quinquennio che ha preceduto la pandemia da coronavirus, ovvero dal 2015 al 2019, queste tre macro categorie, insieme, hanno avuto un incremento del +17,46%, dunque un dato importante contro il quale il 2020 si dovrà confrontare.

I dati presi in considerazione sono quelli del 27 febbraio 2021 pubblicati dall’ISTAT[1]Visita il sito ISTAT sui valori in migliaia di € della produzione venduta per le tre macro categorie sopracitate.

Abbigliamento, Accessori e Tessile

Il primo interesse si volge alla produzione venduta in uno dei rami per i quali l’Italia è conosciuta nel mondo, ovvero abbigliamento, accessori e tessile. Negli anni precedenti alla pandemia, tra il 2015 e 2019, i valori hanno visto un aumento interessante, tanto che nel periodo appena citato si rileva il +35,65% (Figura 1).

Figura 1: “Produzione Venduta, in migliaia di €, di abbigliamento, accessori e tessile tra il 2015 e 2019”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Osservando il dato nei dettagli che contribuiscono a descriverlo, l’aumento della produzione tessile è contenuto ma presente, registra il +13,05% (Figura 2).

Figura 2: “Produzione Venduta, in migliaia di €, di prodotti tessili tra il 2015 e 2019”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Ma sono gli articoli di abbigliamento a registrare il maggior aumento, si passa dai 9.539.178 magliaia di € del 2015 ai 19.512.952 del 2019, il +104,56% (Figura 3).

Figura 3: “Produzione Venduta, in migliaia di €, di articoli di abbigliamento tra il 2015 e 2019”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Anche qui presente, ma più contenuto, l’incremento nella produzione venduta di articoli in pelle, abbigliamento escluso: si tratta, nel quinquennio, del +19,93% (Figura 4).

Figura 4: “Produzione Venduta, in migliaia di €, di articoli in pelle e simili tra il 2015 e 2019”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Legno e derivati, mobilia e accessori

Un altro dei settori nei qui il Bel Paese è ben conosciuto è il design di mobili e accessori per la casa in legno e derivati. La situazione è interessante, nei cinque anni l’aumento è del +3,43%, ma nell’ultimo triennio è presente un calo visto del -7,88% (Figura 5).

Figura 5: “Produzione Venduta, in migliaia di €, di legno e derivati, mobilia e accessori tra il 2015 e 2019”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Osservando il mercato di accessori, prodotti in legno e sughero, articoli in paglia e materiali da intreccio, escludendo in questa fase i mobili, si denota un mercato al ribasso. Nel lungo periodo, dal 2015 al 2019, il calo nella produzione venduta è del -11,48%, ancor più accentuato dal 2017 al 2019, ovvero il -20,98% (Figura 6).

Figura 6: “Produzione Venduta, in migliaia di €, di legno e prodotti in legno tra il 2015 e 2019”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Il supporto del mercato del mobile è fondamentale sul dato generale. Nei cinque anni si rileva un incremento di valore del +11,68%, mentre nel triennio una leggerissima variazione negativa del -0,66%, quest’ultima interpretabile, visto il trend generale, come un elemento di stabilità (Figura 7).

Figura 7: “Produzione Venduta, in migliaia di €, di mobili tra il 2015 e 2019”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Auto, Rimorchi e Semi Rimorchi

Ultimo, ma non per importanza, il settore produttivo in cui l’Italia è ben nota, ovvero auto, rimorchi e semi rimorchi. Il mercato delle auto italiane si articola, sia nella storia che nell’attualità, attraverso marchi come FIAT[2]Visita il sito della FIAT, Alfa Romeo[3]Visita il sito dell’Alfa Romeo, Lancia[4]Visita il sito della Lancia, Abarth[5]Visita il sito dell’Abarth, Maserati[6]Visita il sito della Maserati, Ferrari[7]Visita il sito della Ferrari e Lamborghini[8]Visita il sito della Lamborghini ma non solo, si ricordi anche chi produce mezzi ad uso strettamente professionale come l’IVECO[9]Visita il sito dell’IVECO. Per quanto riguarda i rimorchi e semi rimorchi, allo stesso modo, è elevato il numero di aziende che producono questi importanti mezzi di trasporto accessori. È un mercato che nel 2019 ha visto una produzione venduta di 42.436.802 €, con un ribasso rispetto al 2017 del -7,28%, e un rialzo rispetto al 2015 del +3,43% (Figura 8).

Figura 8: “Produzione Venduta, in migliaia di €, di auto, rimorchi e semirimorchi tra il 2015 e 2019”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Il peso all’interno del mercato

Visto che queste sono le macro categorie che più distintamente descrivono l’Italia della produzione, è interessante osservarle insieme. Fanno parte di un’area di mercato che vede un notevole aumento tanto nel triennio quanto nel quinquennio, con il +4,46% per il primo e il +17,46% per il secondo. Il trend generale è assolutamente positivo (Figura 9).

Figura 9: “Produzione Venduta, in migliaia di €, di auto, delle tre macro categorie prese in considerazione tra il 2015 e 2019”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Prime conclusioni

Quelle citate sono le tre are produttive per le quali il Bel Paese si è fatto conoscere del mondo, tanto da essere state persino ricordate più volte nel 2020 dalla classe politica con riferimento agli effetti su queste durante la pandemia.

L’abbigliamento, accessori e tessile ha mostrato una crescita costante con una lievissima flessione negativa nel 2016, flessione che non influenza in nessun modo l’ascesa dei valori di produzione. Lo stesso pattern si identifica nella sottocategoria dei prodotti tessili, mentre per quanto riguarda gli articoli d’abbigliamento la crescita è costante anno per anno, con un interessante incremento nel biennio 2018~2019. Più altalenanti i valori annuali per gli articoli in pelle e simili, in ogni caso il trend generale è positivo, più che altro, vista la tipologia di filiera che caratterizza questo tipo di mercato, è più opportuno prendere in considerazione un’attività basata su pianificazione pluriennale, motivo per il quale i valori salgono e scendono.

Per quanto riguarda il legno e derivati, comprensivo di mobili e accessori, si delinea una situazione molto particolare, la crescita è evidente in una visione generale del quinquennio, con un picco importante nel 2017, quasi fosse un boom di mercato. Certo è che dopo il 2017 i valori del biennio 2018 e 2019 si normalizzano, ma restano più alti rispetto a quelli tra il 2015 e 2016. Le sottocategorie che compongono questo settore mostrano chiaramente l’importanza del mobile, tant’è che il legno e prodotti in legno e sughero (escluso, per l’appunto il mobile), vedono a loro volta un trend con un picco nel 2017, ma generalmente un ribasso nel lungo periodo, diverso invece il mercato del mobile che vede un incremento nei cinque anni del +11,68%, anni nei quali il 2017 mostra, chiaramente, il suo effetto positivo.

E infine il settore rappresentativo di auto, rimorchi e semi rimorchi, comprensivo di tutte quelle produzioni che incidono tanto sul consumatore finale, tanto sulle necessità logistiche industriali. Presenta un ottimo trend con un incremento significativo nel biennio 2017~2018, il 2019 si presenta poi con un calo, ma con volumi superiori al 2015 e 2016, motivo per il quale il dato continua a presentare una connotazione positiva.

Sostanzialmente, queste tre macro categorie mostrano un incremento del +17,46% nel lungo periodo, con un evidente e innegabile peso sul mercato legato all’industria italiana.

Spunti di riflessione

Quanto evidenziato fornisce indicazioni sulle quali porgersi ulteriori domande che necessitano chiarezza:

  • Quali sono stati gli effetti della pandemia su queste macro categorie?
  • Quali saranno le evoluzioni nel mercato del mobile?
  • Come si evolverà il mercato dell’abbigliamento e accessori?

Nei prossimi articoli, si ricercherà la risposta a questa e altre domande.


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