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Calano import ed export Extra UE, ma il saldo commerciale è il migliore degli ultimi anni

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Tempo di lettura: 8 minuti

In questo periodo storico risulta quanto mai necessario stilare un primo bilancio del 2020. I primi dati disponibili a descriverlo sono quelli del commercio internazionale Extra UE per l’Italia. Dalla loro osservazione, si riscontra un calo sia di import che export ma, cosa più importante, si rileva un positivo saldo commerciale, ma non solo è positivo, è il migliore degli ultimi anni. Questo lascia intendere un ottimo operato delle poche, solide e ben strutturate, aziende rimaste operative, il tutto nonostante l’incertezza del clima politico.

La precedente considerazione è stata maturata a seguito di un preciso iter analitico: osservazione dello scenario pre-pandemico dal 2015 al 2019, un primo confronto col 2020 e, infine, un focus sui dati mensili dell’ultimo biennio con lo scopo di cogliere le variazioni effetto della pandemia.

I dati presi in considerazione sono quelli del 27 febbraio 2021 pubblicati dall’ISTAT [1]Vai al sito ISTAT sui valori in milioni di euro del commercio internazionale Extra UE per l’Italia.

Quale era la situazione prima della pandemia?

La situazione pre-pandemica mostra per le importazioni un trend primario in aumento nel lungo periodo, ovvero il +11,34% tra il 2015 e 2019, si tratta di un incremento di 18.590 milioni di euro. Ma questo non è un trend netto e costante, si rilevano delle tendenze secondarie in ribasso nel 2016 e 2019, anni che mostrano un ridimensionamento dei volumi rispetto a quelli che li hanno preceduti (Figura 1).

Figura 1: “Valore, in milioni di Euro, delle importazioni tra il 2015 e 2019 in Italia”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Per le esportazioni, il trend del lungo periodo subisce meno sollecitazioni, anzi questo mostra un miglioramento più pronunciato rispetto alle importazioni, difatti, nei cinque anni, l’aumento è del +12,57%, con 26.232 milioni in più (Figura 2).

Figura 2: “Valore, in milioni di Euro, delle esportazioni tra il 2015 e 2019 in Italia”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Il saldo commerciale risulta positivo per tutti gli anni, con un valore inferiore ai 40.000 milioni di euro solo nel 2018 (Figura 3).

Figura 3: “Valore, in milioni di Euro, del saldo commerciale tra il 2015 e 2019 in Italia”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Com’è stato il 2020 rispetto al quinquennio che l’ha preceduto?

Questa è la domanda che, più di tutte, incuriosisce. Per quanto riguarda le importazioni, dal 2015 al 2020, l’anno della pandemia è quello dal valore più contenuto: 154.667 milioni di euro, ovvero il -15,28% (Figura 4).

Figura 4: “Valore, in milioni di Euro, delle importazioni tra il 2015 e 2020 in Italia”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Calano, in relazione, anche le esportazioni. Su queste, il calo è decisamente più accentuato, rispetto al 2019 si rileva il -9,88%, ma in ogni caso i valori si mantengono superiori rispetto al 2015 e 2016. Nonostante la pandemia abbia interrotto il trend in rialzo, il volume del 2020 non è il peggiore del lungo periodo (Figura 5).

Figura 5: “Valore, in milioni di Euro, delle esportazioni tra il 2015 e 2020 in Italia”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Molto interessante come il saldo commerciale prosegua con la sua tendenza positiva, mostrando la sua migliore performance proprio nel 2020 con ben 57.035 milioni di euro (Figura 6).

Figura 6: “Valore, in milioni di Euro, del saldo commerciale tra il 2015 e 2020 in Italia”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Quali sono stati gli effetti della pandemia sul 2020?

Le Importazioni

L’anno che ha preceduto il coronavirus, ovvero il 2019, mostra un classico andamento stagionale: il grosso delle importazioni a luglio, seguito da un agosto al ribasso, mese di ferie per la grande maggioranza di imprese e aziende, con una ripresa a settembre e un leggero calo verso la fine dell’anno (Figura 7).

Figura 7: “Valore mensile, in milioni di Euro, delle importazioni per l’anno 2019 in Italia”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Il 2020 mostra, con una chiara curva al ribasso tra marzo e giugno, gli effetti del lockdown sulle importazioni. Nonostante le riaperture alternate, tra fasce orarie e divieti di spostamento, non si presenta un vero dato in recupero, se non riproporre la classica tendenza da luglio fino a dicembre, ma a volumi ridotti (Figura 8).

Figura 8: “Valore mensile, in milioni di Euro, delle importazioni per l’anno 2020 in Italia”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Le esportazioni

Nel 2019, le esportazioni descrivono, a loro volta, una distinta stagionalità: ritmo costante fino a luglio, un calo nel mese di agosto, e una ripresa da settembre in poi (Figura 9).

Figura 9: “Valore mensile, in milioni di Euro, delle esportazioni per l’anno 2019 in Italia”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Il 2020 mostra gli effetti del primo lock down, ma più contenuti. Difatti, quello a soffrire maggiormente è il mese di aprile, ma da maggio si intravede la ripresa, seppur limitata dalle condizioni, con un ritmo che si stabilizza da luglio in poi (Figura 10).

Figura 10: “Valore mensile, in milioni di Euro, delle esportazioni per l’anno 2020 in Italia”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Il saldo commerciale

Quello del saldo commerciale è sicuramente il dato più impattante. Nel 2019 il mese più contenuto è quello di gennaio con 565 milioni di euro, con una performance netta, rispetto agli altri, del mese di ottobre (Figura 11).

Figura 11: “Valore mensile, in milioni di Euro, del saldo commerciale per l’anno 2019 in Italia”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Interessante come il 2020 stesse iniziando con un primo trimestre migliore rispetto al 2019. Gli effetti della pandemia si sono mostrati nel secondo mese del lockdown, ad aprile, dove il saldo commerciale è stato negativo: -171 milioni di euro (Figura 12).

Figura 12: “Valore mensile, in milioni di Euro, del saldo commerciale per l’anno 2020 in Italia”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Quali sono state le variazioni nel biennio 2019~2020?

Gli effetti del coronavirus sulle importazioni verso l’Italia si sono visti già a febbraio: è da questo mese che, ufficialmente, gli eventi della Cina hanno iniziato a farsi sentire sul mercato globale. Interessante notare il peso che il ben noto Paese orientale ha avuto sui dati (Figura 13).

Figura 13: “Valore mensile, in milioni di Euro, delle variazioni sulle importazioni tra il 2019 e 2020 in Italia”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

In merito alle esportazioni, principalmente le rilevazioni sono negative, specie nel mese di aprile. Il recupero di settembre viene poi controbattuto da ottobre, mese che, notoriamente, condiziona in modo importante l’ultimo trimestre (Figura 14).

Figura 14: “Valore mensile, in milioni di Euro, delle variazioni sulle esportazioni tra il 2019 e 2020 in Italia”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Nota positiva, il saldo commerciale mostra importanti variazioni negative in aprile, maggio, giugno e ottobre. Si ribadisce l’importanza di quest’ultimo, mese che, solitamente, pesa sull’intero andamento dell’ultimo trimestre (Figura 15).

Figura 15: “Valore mensile, in milioni di Euro, delle variazioni del saldo commerciale tra il 2019 e 2020 in Italia”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Prime conclusioni

Osservando il quinquennio che ha preceduto il 2020, dunque tra il 2015 a 2019, si rileva un trend in crescita per le importazioni, ma non costante poiché presenta alcune variazioni al ribasso, per quanto riguarda le esportazioni un incremento, quasi, continuo. Interessante il saldo della bilancia commerciale, soprattutto nel 2019.

Durante il 2020, si verifica, senza grande meraviglia, un calo si dia di import che export, ma il dato più interessante è quello del saldo commerciale nel lungo periodo: nonostante gli effetti della pandemia si è ottenuto il miglior risultato degli ultimi anni come dimostra questo indicatore. Tenendo conto della difficile situazione lavorativa, soprattutto per i giovani[2]Leggi l’articolo “Gli effetti negativi del COVID-19 sull’occupazione giovanile – Owlconomy”, dovuta all’incertezza del clima politico in questa delicata situazione, una nota di merito va assolutamente e senza alcun dubbio assegnata alle poche aziende che hanno contribuito a questo piccolo successo grazie ad una virtuosa programmazione, strutturazione e organizzazione nei precedenti anni.

Il 2020 su base mensile mostra una curva al ribasso per le importazioni tra marzo e giugno, per le esportazioni un calo significativo ad aprile ma un recupero a luglio. È il saldo commerciale a dare le risposte più importanti, soprattutto con la negativa rilevazione del dato di aprile, -171 milioni di euro: è questo l’elemento che descrive appieno gli effetti del lockdown totale in Italia.

Concentrandoci sulla rilevazione delle variazioni mensili tra il 2019 e 2020 risulta più evidente il calo. Le importazioni registrano una variazione positiva solo a gennaio, per il resto dell’anno la differenza è negativa. Per quanto riguarda le esportazioni, i primi mesi dell’anno, gennaio e febbraio, davano buone speranze, ma poi gli effetti della pandemia si sono fatti sentire e ripresentati durante il mese di ottobre. Infine, il saldo commerciale vede il peggio ad aprile ma inizia una ripresa, con un’ultima nota negativa ad ottobre.

Ci sono due riflessioni che necessitano un ulteriore sviluppo. La prima è quella relativa alle importazioni, queste mostrano gli effetti pre-lockdown, dunque, l’incidenza della Cina sul mercato globalizzato e quanto, in questa rete commerciale extra UE, l’Italia vi sia legata. La seconda è relativa al mese di ottobre, solitamente questo vede dei volumi in movimento in preparazione al black Friday e festività natalizie, ma così non è stato.

Spunti di riflessione

Quanto evidenziato fornisce indicazioni sulle quali porgersi ulteriori domande che necessitano chiarezza:

  • Quali sono state, nel dettaglio le variazioni nei volumi per stato Extra UE?
  • Quali sono le dinamiche di import-export, a confronto, tra UE ed Extra UE?
  • Come si evolveranno nel futuro post-covid le relazioni internazionali?

Nei prossimi articoli, si ricercherà la risposta a questa e altre domande.

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