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La cassa integrazione del Decreto Cura Italia

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Tempo di lettura: 5 minuti

Per sopperire al disagio economico scaturito dal lock down dovuto all’emergenza epidemiologica da coronavirus, il governo, durante il 17 marzo 2020, varò il d.l. 18/2020[1]Gazzetta Ufficiale – https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/03/17/20G00034/sg, ovvero il Decreto Cura Italia: questo ha permesso a titolari di impresa e dipendenti di beneficiare della cassa integrazione (da qui CIG), mettendo così a disposizione un primo ammortizzatore sociale per il bimestre di marzo e aprile 2020.

Come si avrà modo di leggere nell’articolo, il decreto ha predisposto la possibilità di usufruire dell’assegno ordinario, della CIG ordinaria e della CIG in deroga, il tutto attraverso conguaglio o pagamento diretto da parte dell’istituto nazionale di previdenza sociale (da qui INPS).

Sono stati presi in considerazione i dati forniti dall’INPS[2]INPS – https://www.inps.it/, relativi al bimestre di marzo e aprile 2020, sugli ammortizzatori oggetto del decreto e sulla loro applicazione verso imprese e dipendenti.

L’impatto sulle imprese

Tra le modalità previste dagli strumenti di integrazione salariale atti a fronteggiare l’emergenza COVID spicca l’utilizzo dell’assegno ordinario seguito dalla CIG Ordinaria. Principalmente, le due appena citate, trovano maggiore applicazione attraverso conguaglio, dunque pagate dall’impresa (rif. figura 1).

Figura 1: “Numero medio di dipendenti che nel febbraio 2020 hanno beneficiato degli strumenti di integrazione salariale legati all’emergenza COVID”
Fonte: Elaborazione su dati INPS

Per le imprese che hanno potuto avvantaggiarsi del conguaglio, nel bimestre di marzo e aprile, si rileva un maggior risparmio medio: per la CIG Ordinaria di ben 33.344 € e per l’assegno ordinario di 27.216 €. Differente dove è stata l’INPS stessa a provvedere con pagamento diretto, in questo caso è l’assegno ordinario a presentare il risparmio più elevato (rif. figura 2).

Figura 2: “Risparmio medio del costo del lavoro per le imprese nel bimestre di marzo e aprile 2020 che hanno beneficiato degli strumenti di integrazione salariale legati all’emergenza COVID”
Fonte: Elaborazione su dati INPS

I principali dati sui dipendenti

Per quanto riguarda il numero medio di ore, i dipendenti hanno ricevuto un maggior beneficio dalla CIG Ordinaria sia a conguaglio che a pagamento diretto dall’INPS. Anche in questo caso segue l’assegno ordinario e la CIG in deroga (rif. figura 3).

Figura 3: “Numero medio di ore in cassa integrazione per dipendente nel bimestre di marzo e aprile 2020”
Fonte: Elaborazione su dati INPS

Secondo i dati INPS, i dipendenti hanno subito una perdita della retribuzione lorda, in media, superiore al 25%. La CIG Ordinaria pagata direttamente dall’INPS vede una riduzione lorda dello stipendio del -29,3%.

Figura 4: “Perdita in termini di retribuzione lorda per il dipendente nel bimestre di marzo e aprile 2020”
Fonte: Elaborazione su dati INPS

Imprese e dipendenti per settore

Le imprese che hanno dovuto ricorrere agli strumenti di integrazione salariale sono state principalmente le industrie estrattive (80,7%), seguite da quelle che si occupano di alloggio e ristorazione (75,7%) e istruzione (70,6%) (rif. figura 5).

Figura 5: “Quota di imprese che hanno fatto ricorso agli strumenti di integrazione salariale per fronteggiare l’emergenza COVID nel bimestre di marzo e aprile 2020”
Fonte: Elaborazione su dati INPS

In merito ai dipendenti, ne hanno goduto maggiormente quelli del settore delle costruzioni (58,6%), seguiti da quelli dell’alloggio e ristorazione (56,9%) e delle attività immobiliari (43,2%) (rif. figura 6).

Figura 6: “Quota di dipendenti per settore d’impresa che hanno goduto degli strumenti di integrazione salariale per fronteggiare l’emergenza COVID nel bimestre di marzo e aprile 2020”
Fonte: Elaborazione su dati INPS

Prime conclusioni

Le imprese che hanno potuto avvantaggiarsi del conguaglio, forti di una propria maggiore stabilità economica, hanno beneficiato di un risparmio medio superiore ai 27mila euro. Più importante, va specificato che le aziende più grandi e strutturate hanno avuto una quasi immediata possibilità nel far fronte a quanto accaduto e a quelle opportunità che il decreto ha fornito: questo risulta evidente dal numero medio di dipendenti per impresa superiore a 30.

Un ulteriore elemento degno di nota riguarda i settori di impresa che hanno visto un maggior ricorso agli strumenti di integrazione salariale: in questo poco roseo benchmark chi si occupa di alloggio e ristorazione viene superato da chi opera nell’industria estrattiva e nelle costruzioni.

Per quanto riguarda i dipendenti, si rileva un numero medio di ore tra i 126 e 190 a beneficio della CIG, ma la stessa INPS stima una perdita media della retribuzione lorda superiore al 25%. Nonostante si parli di marzo e aprile, ad oggi sono ancora tanti i dipendenti che hanno visto sul proprio conto corrente l’accredito del solo acconto e, purtroppo, in alcuni casi la pratica non è stata ancora gestita, non ricevendo dunque ancora nessuna somma.

Queste prime considerazioni saranno utili per i mesi di settembre e ottobre, i quali mostreranno i primi effetti tangibili del post-covid tra i quali, soprattutto, i risvolti sull’occupazione: in merito a questo elemento, si ricordi che i primi a soffrire degli effetti del coronavirus sul piano lavorativo sono stati i giovani[3]Gli effettu del COVID sull’occupazione giovanile – https://www.owlconomy.com/2020/07/10/gli-effetti-negativi-del-covid-19-sulloccupazione-giovanile/. Nel lungo periodo sarà invece il primo semestre del 2021 la chiara risposta tanto alle politiche pubbliche quanto a quelle private.

Spunti di riflessione

Quanto evidenziato fornisce indicazioni sulle quali porgersi ulteriori domande che necessitano chiarezza:

  • Quali saranno i risvolti sull’occupazione tra settembre e ottobre?
  • Quale scenario si presenterà durante il I semestre 2021?
  • Come avranno influito sui dati del post-lock down i successivi decreti?

Nei prossimi articoli, si ricercherà la risposta a questa e altre domande.

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Riferimenti articolo:


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