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Gli effetti negativi del COVID-19 sull’occupazione giovanile

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Tempo di lettura: 7 minuti

Nonostante si sia ormai arrivati al mese di luglio le conseguenze del coronavirus si fanno ancora sentire soprattutto nel mercato del lavoro, sollevando dubbi e perplessità sulla sorte dell’occupazione giovanile, poiché questa vede i pesanti effetti negativi del COVID-19, in special modo per coloro che rientrano nella fascia d’età N.E.E.T..

Il momento attuale vede ancora un’elevata incertezza occupazionale, i giovani in questo scenario fanno parte di coloro che un domani, ci si augura, rinnoveranno le forze lavoro, contribuendo così all’intera economia nazionale.

Per  la breve analisi che segue sono stati presi in considerazione i dati dell’ISTAT[1]ISTAT – https://www.istat.it/ sul tasso di occupazione e disoccupazione mensile del 2019 e 2020, in special modo dell’arco temporale che va da gennaio a maggio e, in ultima parte, delle variazioni del mese di maggio nel biennio.

Occupazione e Disoccupazione tra Uomini e Donne

Una delle prime curiosità da osservare è se vi siano state variazioni nel tasso di occupazione e disoccupazione per genere.

Il tasso di occupazione maschile mostra un -1,43% tra gennaio e maggio 2020. Dall’osservazione del grafico, risulta più evidente come dal mese di marzo, in concomitanza col lock-down, il trend si sia fatto via via più negativo (rif. Figura 1).

Figura 1: “Tasso di Occupazione maschile tra gennaio e maggio 2020”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

La stessa tendenza si riscontra nel tasso di disoccupazione maschile, in questo caso la variazione negativa nell’arco temporale osservato è del -1,50% (rif. Figura 2).

Figura 2: “Tasso di Disoccupazione maschile tra gennaio e maggio 2020”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Per quanto riguarda il tasso di occupazione femminile, il calo rilevato tra gennaio e maggio è del -1,20% (rif. Figura 3).

Figura 3: “Tasso di Occupazione femminile tra gennaio e maggio 2020”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Gli stessi effetti si riscontrano anche nel tasso di disoccupazione femminile con il -1,70% (rif. Figura 4).

Figura 4: “Tasso di Disoccupazione femminile tra gennaio e maggio 2020”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Cosa è cambiato rispetto al 2019?

A questo punto la domanda sorge spontanea: Quali sono le differenze tra maggio 2019 e maggio 2020?

Il tasso di occupazione mostra per gli uomini un calo del -1,53% e per le donne del -1,38% (rif. Figura 5).

Figura 5: “Tasso di Occupazione a confronto per i mesi di maggio 2019 e 2020”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Diminuisce il ricorso allo stato di disoccupazione, tanto che per gli uomini il calo è del -2,30% e per le donne del -2,00% (rif. Figura 5).

Figura 5: “Tasso di Disoccupazione a confronto per il mese di maggio 2019 e 2020”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Il Tasso di Occupazione per Fascia d’età

Visto quanto accaduto nei precedenti mesi, risulta opportuno osservare gli impatti sull’occupazione per fasce d’età.

Per i giovani tra i 15 e 24 anni, da gennaio a maggio, il calo occupazione è stato del -1,49% (rif. Figura 7).

Figura 7: “Tasso di Occupazione tra gennaio e maggio 2020 per la fascia d’età 15-24 anni”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Più impattante l’effetto sui giovani tra 25 e 34 anni: il -2,40% nell’arco temporale osservato (rif. Figura 8).

Figura 8: “Tasso di Occupazione tra gennaio e maggio 2020 per la fascia d’età 25-34 anni”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Per quanto riguarda uomini e donne tra i 35 e 49 anni anche in questo caso, e senza meraviglia, si rileva un calo del -1,62% (rif. Figura 9).

Figura 9: “Tasso di Occupazione tra gennaio e maggio 2020 per la fascia d’età 35-49 anni”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Mentre per chi fa parte della fascia d’età tra i 50 e 64 anni si è presentato un calo minore: il -0,09% (rif. Figura 10).

Figura 10: “Tasso di Occupazione tra gennaio e maggio 2020 per la fascia d’età 50-64 anni”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Opportuno chiedersi nuovamente quali siano le differenze nel tasso di occupazione tra maggio 2019 e 2020, ma questa volta per fascia d’età.

Sono i giovani a subire gli effetti maggiori del COVID sul mercato del lavoro: l’occupazione cala del -2,15% per chi ha un’età compresa tra 15 e 24 anni e del -1,92% per chi ne ha tra 25 e 34. Proseguendo con l’età le variazioni negative si fanno più contenute, uomini e donne tra i 35 e 49 subiscono un calo del -1,40%, mentre per chi ha tra 50 e 64 del -0,61% (rif. Figura 11).

Figura 11: “Variazione nel Tasso di Occupazione per i mesi di maggio 2019 e 2020”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Il Tasso di Disoccupazione per fascia d’età

Doveroso, in quest’ultima parte, osservare il tasso di disoccupazione per fascia d’età.

Tra gennaio e maggio 2020, per i giovani di età compresa tra i 15 e 24 anni, si rileva un calo del -5,00% (rif. Figura 12).

Figura 12: “Tasso di Disoccupazione tra gennaio e maggio 2020 per la fascia d’età 15-24 anni”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Stessa tendenza, ma più contenuta, per i giovani tra 25 e 34 anni, per questi si rileva un calo del -2,20% nel ricorso allo stato di disoccupazione (rif. Figura 13).

Figura 13: “Tasso di Occupazione tra gennaio e maggio 2020 per la fascia d’età 25-34 anni”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Calo più contenuto, del -0,90%, per uomini e donne tra 35 e 49 anni (rif. Figura 14).

Figura 14: “Tasso di Disoccupazione tra gennaio e maggio 2020 per la fascia d’età 35-49 anni”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Quasi al pari della precedente rilevazione, per chi ha un’età tra i 50 e 64 anni il calo è del -1,00% (rif. Figura 15).

Figura 15: “Tasso di Disoccupazione tra gennaio e maggio 2020 per la fascia d’età 50-64 anni”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

In ultima nota, doverosa la rilevazione sulla differenza tra il tasso di disoccupazione di maggio 2019 e 2020. I giovani presentano le variazioni più accentuate: tra i 15 e 24 anni si rileva il -5,70% e per chi ha un’età tra i 25 e 34 il -3,20%. Più contenute, ma presenti, quelle per la fascia tra 35 e 49 anni, col -1,70%, e tra 50 e 64, con il -0,90% (rif. Figura 16).

Figura 16: “Variazione del Tasso di Disoccupazione per il mese di maggio 2019 e 2020”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Prime conclusioni

Tra gennaio e maggio 2020 la tendenza che ha sempre caratterizzato l’Italia in vista della ben nota stagione turistica, uno tra gli elementi nodali dell’economia nazionale, non si è verificata: l’occupazione cala alle porte dell’estate e, estremamente degno di nota, allo stesso modo diminuisce il ricorso allo stato di disoccupazione.

Dall’osservazione delle fasce d’età emerge quanto definito nel precedente paragrafo, ovvero un calo sia di occupati che disoccupati. A subire un maggior decremento sono coloro che fanno parte della ben nota categoria dei N.E.E.T., difatti sono proprio i giovani tra 15 e 34 anni a subire i maggiori effetti sul mercato del lavoro da parte del COVID-19. Più stabile il dato, ma sempre con un’accezione negativa, per uomini e donne di età maggiore o uguale ai 35 anni.

Due note importanti

In merito ai dati sull’occupazione, se ci si aspettava un maggior calo va tenuto conto della cassa integrazione, poiché questa ha dilungato le misure di occupazione, ma all’atto pratico le aziende si sono ritrovate in uno stato di sospensione, per cui la vera “efficacia” di questa misura presenterà i suoi effetti nel prossimo futuro.

Per quanto riguarda il tasso di disoccupazione, questo è dedotto, per l’appunto, dallo stato di disoccupazione. La dichiarazione di questo da parte dei cittadini assume significati diversi a seconda delle aree geografiche e delle economie che le caratterizzano. Ne è un esempio l’ottenimento dell’indennità di disoccupazione dopo un’esperienza lavorativa, modus operandi estremamente in voga nelle località esclusivamente turistiche dove è normale, viste le condizioni, lavorare durante la stagione turistica e poi fare richiesta di sussidio. Si evince che il ricorso al suddetto stato non è sempre orientato alla ricerca di una posizione lavorativa attraverso i preposti enti pubblici. Ecco perché, se il calo nelle richieste di disoccupazione continuasse, si descriverebbe uno scenario di mancata fiducia verso gli enti pubblici per la ricerca del lavoro. Saranno i prossimi mesi a dare una risposta a questa congettura.

Spunti di riflessione

Quanto evidenziato fornisce indicazioni sulle quali porgersi ulteriori domande che necessitano chiarezza:

  • Quali saranno le evoluzioni sullo stato di disoccupazione durante i mesi estivi?
  • Quanto avrà attutito i licenziamenti l’introduzione della cassa integrazione?
  • Quali i dati del mese di giugno 2020?

Nei prossimi articoli, si ricercherà la risposta a questa e altre domande.

Vuoi approfondire il tema?

Riferimenti articolo:

Riferimenti articolo:
1 ISTAT – https://www.istat.it/

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