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In aumento le vacanze brevi

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Tempo di lettura: 8 minuti

Uno tra i temi che più di tutti preoccupano l’Italia sono il turismo e, più in generale, tutto ciò che risulta inerente al viaggiare sul territorio italiano e non. Dall’osservazione dei dati più importanti di quest’ultimo quinquennio, si rileva un aumento di vacanze brevi piuttosto che lunghe.

Nell’articolo sono stati presi in considerazione il totale dei cittadini italiani che optano per un viaggio sia all’estero che non e, a seguire, gli stessi cittadini che viaggiano sul solo territorio nazionale. Per queste due dimensioni verranno analizzate le:

  • Vacanze brevi: si intendono tali quelle di una durata tra 1 e 3 giorni;
  • Vacanze lunghe: della durata di 4 o più giornate.

Per le elaborazioni sono stati utilizzati i dati forniti dall’ISTAT[1]ISTAT – https://www.istat.it/ tra il 2015 e 2019 sul numero di italiani che si sono mossi per una vacanza.

Quanti italiani si muovono per una vacanza?

Solo nel 2019 sono ben oltre 12milioni gli italiani che si concedono una vacanza breve. Certo è che se pur il trend generale risulta positivo nel quinquennio, dopo il 2016 si registra un calo importante (rif. Figura 1).

Figura 1: “Numero di persone che hanno intrapreso una breve vacanza per anno”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Misurando le variazioni percentuali annuali viene alla luce un negativo 2017 dal -14,24%, anno che controbilancia il positivo +13,51% del 2016 (rif. Figura 2).

Figura 2: “Variazione percentuale annuale del numero di persone che hanno intrapreso una breve vacanza”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Diversa la situazione per chi si concede una vacanza lunga: dopo il 2015 si registra un lieve ribasso che però si recupera nel 2017, da quest’anno in poi i volumi delineano un trend in crescita (rif. Figura 3).

Figura 3: “Numero di persone che hanno intrapreso una vacanza lunga per anno”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Per questa tipologia di vacanza le variazioni annuali sono ben più contenute: è il 2016 a registrare una variazione negativa del -3,07%, ma viene ampiamente recuperato dagli anni che seguono, in special modo il 2018 col +7,42% (rif. Figura 4).

Figura 4: “Variazione percentuale annuale del numero di persone che hanno intrapreso una vacanza lunga”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

È interessante osservare la composizione percentuale del 2015 per lunghezza delle vacanze: il 33,92% è costituito da quelle brevi mentre il 66,08% da quelle lunghe (rif. Figura 5).

Figura 5: “Composizione percentuale del campione per lunghezza della vacanza nel 2015”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

La stessa composizione percentuale per il 2019 mostra come le vacanze brevi recuperino terreno col 34,54%, mentre quelle lunghe si riducono al 65,46%, in ogni caso, si tratta di lievissime variazioni, più interpretabili come una ferrea stabilità (rif. Figura 6).

Figura 6: “Composizione percentuale del campione per lunghezza della vacanza nel 2019”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

La distribuzione per fascia d’età

Se c’è un elemento del quale si deve tener conto è la fascia d’età dei viaggiatori. Tra le vacanze brevi quelli tra i 35 e 54 anni costituiscono gran parte del campione, mentre i volumi più contenuti appartengono agli over 65 (rif. Figura 7).

Figura 7: “Numero di persone per fascia d’età che hanno optato per una breve vacanza nel 2019”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Si rileva una situazione simile per chi opta per una vacanza lunga, ma con delle sostanziali differenze: le fasce tra i 35 e 54 anni continuano ad esser tra le più corpose, mentre, in questo caso, sono i ragazzi tra 15 e 24 anni a costituire parte minoritaria del campione (rif. Figura 8).

Quanti italiani si prendono una vacanza sul territorio nazionale?

Visti i risvolti del COVID-19 e gli impatti sul turismo globale, viene spontaneo chiedersi quali fossero le abitudini dei viaggiatori italiani che fino al 2019 decidevano di viaggiare all’interno del proprio Paese: per le attese del 2020 questo è un dato essenziale per effettuare una stima, quanto più corretta, del futuro.

Il viaggiatore italiano che sceglie di fare una vacanza breve sul territorio nazionale mostra lo stesso trend generale: un picco secondario nel 2016 seguito da un calo nel 2017 con un dato che va a riprendersi fino al picco primario del 2019, costituito da 5.177.000 viaggiatori (rif. Figura 9).

Figura 9: “Numero di persone che hanno intrapreso una breve vacanza, per anno, in Italia”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Su scala annuale si registrano variazioni importanti: il 2016 mostra un ottimo +14,34% controbattuto da un negativo -8,73% nel 2017 andando poi a recuperare nel 2018, ma soprattutto nel 2019 con il +10,22% (rif. Figura 10).

Figura 10: “Variazione percentuale annuale del numero di persone che hanno intrapreso una breve vacanza in Italia”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Sono invece le vacanze lunghe sul suolo italiano a mostrare un trend da tenere sottocchio: si ha un boom nel 2015 con 7.895.000 viaggiatori italiani, tra il 2016 e 2017 i volumi calano a poco più di 7milioni, si recupera poi nel 2018 ma con un ulteriore calo nel 2019. Certo è che non risulta possibile definire una tendenza chiara e stabile in merito (rif. Figura 11).

Figura 11: “Numero di persone che hanno intrapreso una vacanza lunga, per anno, in Italia”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Osservando le variazioni percentuali annuali lo scenario è ancora più chiaro: oggettivamente i cali sono più corposi rispetto agli incrementi, in special modo il 2016 con il -10,58% (rif. Figura 12).

Figura 12: “Variazione percentuale annuale del numero di persone che hanno intrapreso una vacanza lunga in Italia”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Dall’osservazione delle composizioni percentuali tra vacanze lunghe e brevi emerge un 64,11% a favore delle prime rispetto al 35,89% delle seconde nel 2015 (rif. Figura 13).

Figura 13: “Composizione percentuale del campione per lunghezza della vacanza nel 2015 in Italia”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Nel 2019 si rileva però un interessante e importante cambiamento: aumentano corposamente le vacanze brevi andando così a costituire il 40,80% dell’intero campione, piuttosto perdono terreno quelle lunghe che calano al 59,20% (rif. Figura 14).

Figura 14: “Composizione percentuale del campione per lunghezza della vacanza nel 2019 in Italia”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Prime conclusioni

Dall’osservazione del totale dei viaggiatori italiani, si rileva un maggior volume per i viaggi lunghi piuttosto che per i brevi: i primi, infatti, costituiscono nel 2019 il 65,46% dell’intero campione lasciando intendere, inoltre, una marcata stabilità se comparati al dato del 2015. Per quanto riguarda i viaggi brevi, nel 2016 si rileva un picco importante seguito da un calo nel 2017, gli anni che seguono mostrano un miglioramento, ma non eguagliabile al dato del 2016. Diversa la situazione per i viaggi lunghi: un leggero calo nel 2016 ma poi si delinea uno stabile trend in aumento.

Elemento focale, in relazione agli effetti del COVID-19 sui trasporti e, più in generale, sull’economia, è la breve analisi dei viaggiatori italiani che si muovono all’interno del territorio nazionale. I viaggi brevi subiscono una variazione che richiama il trend generale: un picco positivo, importante, nel 2016 seguito da un ribasso nel 2017, ma con un costante recupero fino al 2019. Molto più interessante il dato sui viaggi lunghi, questo perché le oscillazioni non permettono una corretta valutazione del trend, si può reputare positivo il biennio 2018-2019 ma sarebbe poco saggio affermare se fosse, o meno, base stabile per il 2020 visti gli effetti del coronavirus. La composizione percentuale del campione sulla lunghezza della vacanza sul territorio italiano evidenzia un elemento importante: il 2019 vede un chiaro aumento dei viaggi brevi del +4,91%, arrivando così a costituire il 40.80% dell’intero.

L’osservazione delle fasce d’età mostra come la popolazione tra i 35 e 54 anni sia quella più attiva e stabile per entrambe le tipologie di viaggio prese in considerazione, diversa la rilevazione per quelle meno attive, dunque con volumi inferiori: per i viaggi brevi sono gli over 65 a muoversi meno, mentre per quelli lunghi i ragazzi tra i 15 e 24 anni. All’interpretazione di questi dati va affiancato il contesto che caratterizza queste classi d’età: i più giovani si ritrovano a dover seguire il regime scolastico che lascia poco spazio per finestre più ampie, per i più grandi la libertà permette di abbracciare esperienze di viaggio più lunghe e, infine, per quanto riguarda gli adulti tra 35 e 54 anni questi sono quelli che, idealmente, posso vantare una stabilità economica tale da poter godere appieno delle possibilità di viaggio in linea, inoltre, con le abitudini al consumo che caratterizzano il settore turistico e non.

In ultima nota, è importante evidenziare la variazione del 2016 che risulta inversamente proporzionale nella relazione tra viaggi brevi e lunghi: se per una aumenta per l’altra diminuisce. Questo lascia intendere un possibile mutamento delle abitudini al consumo per i viaggiatori a vantaggio dell’una verso l’altra.

Spunti di riflessione

Quanto evidenziato fornisce indicazioni sulle quali porgersi ulteriori domande che necessitano chiarezza:

  • Quali sono le caratteristiche dei viaggiatori per regione?
  • Quali le differenze per sesso del viaggiatore?
  • Qual è il risultato della bilancia dei viaggi verso l’Italia e l’estero?

Nei prossimi articoli, si ricercherà la risposta a questa e altre domande.

Vuoi approfondire il tema?

Riferimenti articolo:

Riferimenti articolo:
1 ISTAT – https://www.istat.it/

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