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Italia: aumento del +3,60% per il costo orario del lavoro

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Tempo di lettura: 5 minuti

Tra i fondamentali di un buon business plan si dovrà tener conto del costo orario del lavoro, uno tra gli elementi cardine per la scelta di un sito di produzione, ad esempio, sul territorio europeo: se la location fosse l’Italia, se ne rileverebbe un aumento del +3,60% nel triennio.

Si è deciso di osservare, in questo articolo, la stima del costo orario del lavoro, la quale, va ricordato, è composta dallo stipendio del lavoratore, dalla tassazione a questo applicata e dai costi necessari come quelli di formazione, attrezzature e così via. Quest’indice elaborato su una scala temporale più ampia, come quella settimanale, mensile o annuale, concorre alla stima degli investimenti necessari per la produzione e distribuzione di beni e servizi.

Per l’analisi sono stati presi in considerazione i Paesi UE e quelli facenti parte dell’accordo di Schengen[1] Unione Europea – https://europa.eu/european-union/about-eu/countries_it. In conformità con la fonte di questo articolo, si è deciso di servirsi della ripartizione geografica delineata dal thesaurus EuroVoc[2]EuroVoc – https://eur-lex.europa.eu/browse/eurovoc.html?locale=it.

I dati utilizzati sono quelli dell’Eurostat[3]Eurostat – https://ec.europa.eu/eurostat/ per l’arco temporale che va dal 2017 al 2019.

L’Europa del Nord

Tra i Paesi dell’Europa del Nord facenti parte dell’UE sono la Finlandia, Svezia e Danimarca ad avere un costo orario del lavoro superiore ai 30 euro. Al contrario per Lituania, Lettonia ed Estonia si stima un onere inferiore ai 15 (rif. Figura 1).

Figura 1: “I Paesi UE dell’Europa del Nord per stima del costo orario del lavoro e anno”
Fonte: Elaborazione su dati Eurostat

Seppure non facenti parte dell’UE, ma geograficamente parte dell’Europa e dello spazio Schengen, Islanda, Danimarca e Norvegia sono tra i paesi dal costo orario più elevato: si superano i 40 euro e nel caso della Norvegia si arriva ai 50 (rif. Figura 2).

Figura 2: “I Paesi Extra-UE dell’Europa del Nord facenti parte dello spazio Schengen per stima del costo orario del lavoro e anno”
Fonte: Elaborazione su dati Eurostat

L’Europa centrale e orientale

Tra i Paesi dell’Europa centrale e orientale la Bulgaria è quella dal costo minore: 6 euro nel 2019. Seguono poi Romania, Polonia, Croazia, Slovacchia, Cechia (più conosciuta come Repubblica Cieca) e Slovenia: quest’ultima è quella invece col maggior costo orario, superiore ai 17 euro (rif. Figura 3).

Figura 3: “Gli stati UE dell’Europa centrale e orientale per stima del costo orario del lavoro e anno”
Fonte: Elaborazione su dati Eurostat

L’Europa occidentale

Per quanto riguarda i Paesi dell’Europa occidentale l’onere si quota tra i 30 euro dell’Irlanda e i 40 del Lussemburgo (rif. Figura 4).

Figura 4: “Gli stati UE dell’Europa occidentali per stima del costo orario del lavoro e anno”
Fonte: Elaborazione su dati Eurostat

Interessante osservare, seppur ormai non facente più parte dell’UE, il Regno Unito. Questo Paese, dopo l’Irlanda, è quello che nel triennio ha visto il maggior incremento del costo orario del lavoro: per la precisione, il +6,34% passando da 26,8 a 28,50 euro (rif. Figura 5).

Figura 5: “Regno Unito per stima del costo orario del lavoro e anno”
Fonte: Elaborazione su dati Eurostat

L’Europa meridionale

Tra gli stati dell’Europa meridionale spicca l’Italia col costo orario del lavoro più elevato, superiore ai 25 euro. Al contrario è L’Ungheria a detenerne il minore per quest’area geografica, di poco inferiore ai 10 euro (rif. Figura 6).

Figura 6: “I Paesi UE dell’Europa meridionale per stima del costo orario del lavoro e anno”
Fonte: Elaborazione su dati Eurostat

Doveroso, a questo punto, osservare l’Italia nel triennio: si delinea una chiara tendenza in aumento conforme ai restanti paesi europei, nel dettaglio si passa dai 27,80 euro del 2017 ai 28,8 del 2019: un aumento del +3,60% (rif. Figura 7).

Figura 7: “Italia per stima del costo orario del lavoro e anno”
Fonte: Elaborazione su dati Eurostat

Il benchmark europeo

Infine, è interessante osservare il benchmark del costo orario tra i Paesi europei, il tutto secondo una scala di intensità da 0 a 10 per l’anno 2019.

Danimarca, Lussemburgo e Belgio sono i tre dall’onere più elevato, al contrario Bulgaria, Romania e Lituania ne detengono il minore.

Tra tutti questi l’Italia è all’undicesimo posto, superata dai due Paesi UE facenti parte, anche loro, del G8: ovvero Germania e Francia (rif. Figura 8).

Figura 8: “Benchmark relativo al costo orario del lavoro tra i Paesi UE”
Fonte: Elaborazione su dati Eurostat

Prime conclusioni

La settorializzazione dei mercati all’interno dell’UE rende ancora più chiaro il ruolo di alcuni stati rispetto ad altri. L’ampia differenza di prezzo nei Paesi dell’est favorisce filiere produttive più semplici, con un costo più accessibile da parte del cliente finale in termini di beni e servizi, al contrario nel centro-nord si trova una maggior specializzazione nelle produzioni complesse, come quelle ingegneristico-meccaniche, con ovvie differenze in termini di oneri da affrontare e con tutto ciò che ne consegue.

Interessante il dato sull’Inghilterra, ormai extra-UE, questa è tra gli stati europei che ha visto il maggior aumento del costo orario del lavoro durante il triennio.

L’osservazione dei Paesi scandinavi extra-UE facenti parte dell’accordo di Schengen ha permesso di evidenziare la stabilità di Islanda, Danimarca e Norvegia.

In ultima riflessione, è vero che in Italia il costo orario del lavoro ha subito un aumento del +3,60% nel triennio, ma questo è stato più contenuto rispetto ad altri Paesi dell’Europa occidentale: la Germania registra il +5,33%, la Francia il +4,57 e l’Austria il +5,47%.

Spunti di riflessione

Quanto evidenziato fornisce indicazioni sulle quali porgersi ulteriori domande che necessitano chiarezza:

  • Si confermerà anche nel 2020 la tendenza europea relativa all’aumento del costo orario del lavoro?
  • Perdurerà il trend in calo di Svezia e Islanda?
  • Quali variazioni subirà il benchmark nel 2020?

Nei prossimi articoli, si ricercherà la risposta a questa e altre domande.

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