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Nel 2019 solo gli ipermercati guadagnano terreno

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Tempo di lettura: 6 minuti

Le ultime rilevazioni ISTAT hanno mostrato, purtroppo senza alcuna sorpresa, un calo del -20,50% a marzo delle vendite al dettaglio come effetto del COVID-19. Tenendo conto di questo, è stato importante osservare quali fossero le precedenti variazioni annuali e, più in generale, come questo 2020 si dovrà confrontare con lo scenario che lo ha preceduto. Come vedremo, nel 2019 solo gli ipermercati guadagnano terreno.

Il valore delle vendite del commercio al dettaglio è un elemento importante, in quanto contribuisce a descrive la propensione e capacità di spesa del consumatore finale.

I dati presi in considerazione per l’analisi sono quelli dell’ISTAT[1]ISTAT – https://www.istat.it/ sull’intero mercato del commercio al dettaglio, sulla grande distribuzione organizzata(GDO) e sui piccoli punti vendita con un approfondimento verso il commercio elettronico.

I dati del commercio al dettaglio

L’intero mercato delle vendite al dettaglio vede aumentarne il valore tra il 2017 e il 2018, ma nel 2019 si registra una flessione negativa del -0,43% (rif. Figura 1).

Figura 1: “Variazioni percentuali annuali del valore delle vendite per l’intero commercio al dettaglio”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Quando si parla di grande distribuzione si fa riferimento a ipermercati, supermercati e discount. Se ne registra un incremento più cospicuo nel 2017 dell +5,11% e uno più leggero nel 2018 del +3,72%, ma anche in questo caso il 2019 mostra una flessione negativa del -0,76% (rif. Figura 2).

Figura 2: “Variazioni percentuali annuali del valore delle vendite del commercio al dettaglio per la grande distribuzione”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Per quanto riguarda le imprese che operano su piccole superfici, dunque piccoli punti vendita, queste vedono un aumento nel 2017 del +10,79%, mentre per gli anni a seguire si rilevano delle riduzioni di valore: nel 2018 del -1,56% e nell’anno successivo del -0,29% (rif. Figura 3).

Figura 3: “Variazioni percentuali annuali del valore delle vendite del commercio al dettaglio per le imprese operanti su piccole superfici”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Tra Non Alimentari e Alimentari

Una prima importante distinzione da fare è quella tra imprese che vendono beni alimentari e beni non alimentari. In merito alla prima tipologia, il 2017 e 2018 vedono un aumento del +1,50% e del +2,54%; il 2019 registra un calo negativo del -0,64%. (rif. Figura 4).

Figura 4: “Variazioni percentuali annuali del valore delle vendite del commercio al dettaglio di beni alimentari”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Lo stesso vale per i beni non alimentari, ma con percentuali più ridotte: il maggior aumento si rileva nel 2017 con il +2,15% mentre nel 2019 si presenta una leggerissima fluttuazione negativa del -0,26% (rif. Figura 5).

Figura 5: “Variazioni percentuali annuali del valore delle vendite del commercio al dettaglio di beni non alimentari”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Alimentari tra discount e non food

Come già definito in precedenza, la grande distribuzione organizzata di beni alimentari è caratterizzata da tre tipologie di punti vendita:

  • Ipermercati: strutture con una dimensione maggiore o uguale ai 2.500 m² con un ampio assortimento non food (in special modo elettronica, home video, cartoleria, libreria e riviste);
  • Supermercati: caratterizzati da un’ampiezza della struttura tra i 400 e 2.500 m², ai generi alimentari si aggiungono i prodotti per la casa e l’igiene personale;
  • Discount: centro con una superfice, generalmente, inferiore ai 1.000 m² focalizzato sulla vendite di prodotti dal prezzo ribassato, più nello specifico quelli che vanno dal soft discount all’hard discount.

Sostanzialmente dimensione della struttura, qualità, prezzo e diversificazione dei prodotti sono gli elementi fondamentali di distinzione tra queste tipologie di punto vendita.

Gli ipermercati registrano delle variazioni percentuali in aumento per tutti gli anni osservati, spicca il 2017 con il +5,91% (rif. Figura 6).

Figura 6: “Variazioni percentuali annuali del valore delle vendite del commercio al dettaglio per gli ipermercati”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Il 2017 col +7,00% è un anno importante anche per i supermercati, mentre il 2019 è per lo più un anno stazionario visto il suo -0,15% (rif. Figura 7).

Figura 7: “Variazioni percentuali annuali del valore delle vendite del commercio al dettaglio per i supermercati”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Visto l’approccio al prodotto dei discount è interessante osservare come nel 2018, rispetto a ipermercati e supermercati, si presenti un picco del +12,18%, seguito poi da un calo del -2,42% nel 2019 (rif. Figura 8).

Figura 8: “Variazioni percentuali annuali del valore delle vendite del commercio al dettaglio per i discount”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Un occhio al commercio elettronico

Come tralasciare i dati relativi al commercio elettronico? L’elettronica di consumo va via via a inoltrarsi sempre più nelle vite degli italiani andando ben oltre smartphone, tablet e pc. In questo caso le variazioni sono tra le più alte registrate: il 2017 e 2018 mostrano aumenti del +21,89 e +36,63%, nel 2019 si verifica una riduzione del -6,29% (rif. Figura 9).

Figura 9: “Variazioni percentuali annuali del valore delle vendite del commercio al dettaglio per il commercio elettronico”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Prime conclusioni

Le osservazioni su quanto analizzato finora differiscono a seconda delle variazioni annuali.

Nel 2017 a mostrare i maggiori dati positivi sono ipermercati, supermercati e, più in generale, la macrocategoria di beni non alimentari. Per quanto riguarda il 2018 i discount, la macrocategoria di beni alimentari e il commercio elettronico rivelano i loro picchi più alti. Infine, nel 2019 solo gli ipermercati presentano una variazione positiva.

Prima di tutto balza all’occhio la relazione tra le varie aree di mercato: seppur si parli di alimentare e non le variazioni positive e negative sono comuni per tutte le sottocategorie salvo due. Nel 2019 solo gli ipermercati guadagnao terreno: nodale in questa rilevazione proprio per via della natura mista di questa tipologia di punti vendita. La seconda è quella delle imprese che operano su piccole superfici con una variazione positiva solo nel 2017, negli anni a seguire si rilevano delle riduzioni di valore.

Un ultimo elemento di riflessione va fatto sulla composizione del valore delle vendite: queste sono il frutto di quantità e prezzo, ragion per cui per operare correttamente una valutazione occorre un approfondimento su questi due elementi.

Spunti di riflessione

Quanto evidenziato fornisce indicazioni sulle quali porgersi ulteriori domande che necessitano chiarezza:

  • Qual è la relazione tra quantità e prezzo?
  • Quali sono i dati del valore delle vendite al dettaglio per regione?
  • Qual è la relazione con i prezzi al consumo?

Nei prossimi articoli, si ricercherà la risposta a questa e altre domande.

Vuoi approfondire il tema?

Riferimenti articolo:

Riferimenti articolo:
1 ISTAT – https://www.istat.it/

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