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I Numeri del Coronavirus: 120.897 persone denunciate

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Tempo di lettura: 7 minuti

Era il 31 dicembre 2019 quando i primi 27 casi di polmonite a Wuhan[1]Viral pneuomonia cases reporter in central China – http://www.xinhuanet.com/english/2019-12/31/c_138669240.htm, capoluogo della provincia di Hubei in Cina, vennero identificati come “polmonite virale”. Al 5 gennaio 2020 i casi salirono ad un totale di 59[2]Viral pneumonia cases rise to 59 in central China – http://www.xinhuanet.com/english/2020-01/05/c_138680341.htme, per la prima volta, si iniziò a parlare di quarantena. I test fino a quel momento avevano escluso l’influenza, l’aviaria, l’adenovirus, la SARS (Severe Acute Respiratory Syndrome) e la MERS (Middle East Respiratory Syndrome). Il 9 gennaio 2020, dopo le prime analisi di laboratorio, si scoprì la causa: un “nuovo tipo di coronavirus[3]New-type coronavirus causes pneumonia in Wuhan: expert – http://www.xinhuanet.com/english/2020-01/09/c_138690297.htm. Verrà poi identificato come “COVID-19”.

Ciò che accadde da metà gennaio 2020 in poi è storia: la convocazione del comitato di emergenza WHO (World Health Organization) il quale successivamente dichiarò emergenza internazionale. Fu così che in Italia il Consiglio dei Ministri, a seguire, deliberò lo stato di emergenza nazionale con lo scopo di gestire il rischio sanitario connesso al dilagare di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili.

La prima misura avviata attraverso Dpcm prevedeva che gli italiani, per un tempo di 30 giorni, dovessero variare il loro stile di vita: niente abbracci, niente strette di mano, niente riunioni, nessuna manifestazione e, soprattutto, distanza interpersonale minima di un metro. Queste prime misure portarono a chiari limiti non solo nel campo delle manifestazioni sportive, ma vennero annullate opere come “Il Corsaro” e “Turandot” al Teatro dell’Opera di Roma, “La Traviata” al Teatro del Maggio Fiorentino e, in quest’ultimo, anche il concerto sinfonico del maestro Daniele Gatti.

Le misure varate fino a quel momento già identificavano la regione Lombardia come “zona rossa”, questo per via dei primi focolai e del dilagare del virus tra la popolazione con gravi conseguenze. Questo non bastò a fermare chi decise di fuggire, letteralmente, dalla regione dando così via a forti flussi migratori tanto verso le proprie regioni di origine, quanto verso le proprie case vacanza in un clima di completa negazione delle misure stabilite dagli organi competenti. L’incremento dei casi fu costante nelle altre regioni italiane così, in ottemperanza ai Dpcm 8 e 9 marzo 2020, venne effettuato un primo lock-down su scala nazionale come misura d’emergenza per contenere la diffusione del COVID-19. Le misure di restrizione si sono via via inasprite a seconda della gravità dei contagi e del comportamento dei cittadini.

Così dal 11 marzo 2020 il Ministero dell’Interno[4]Ministero dell’Interno – https://www.interno.gov.it/ raccoglie i dati sui controlli effettuati dalle forze dell’ordine a persone ed esercizi commerciali con l’obiettivo di monitorare e, soprattutto, garantire insieme agli organi di governo che l’emergenza COVID-19 giunga al termine quanto prima in favore di una pronta ripresa economica. L’osservazione di questo dato è oltremodo interessante per determinare quale sia stata la risposta della popolazione ad una misura d’emergenza atta a proteggerne lo stato di salute.

Il monitoraggio verso le persone

L’osservazione dei dati sulle persone è il primo elemento verso il quale volgere attenzione, in quanto possibili veicoli di trasmissione. Tra il giorno 11 marzo 2020 e il 29 marzo 2020 le persone controllate sono state 3.429.029: una media di 180.475 persone al giorno (rif. Figura 1).

Figura 1: “Persone controllate durante l’emergenza COVID-19 in Italia”
Fonte: Elaborazione su dati del Ministero dell’Intern
o

Le giornate che durante la scorsa settimana hanno registrato un minor numero di controlli, di riflesso minori afflussi, sono state quelle di giovedì e domenica (rif. Figura 2).

Figura 2: “Persone controllate durante la terza settimana (dal 23 al 29 marzo 2020) d’emergenza COVID-19 in Italia”
Fonte: Elaborazione su dati del Ministero dell’Interno

Durante i controlli effettuati dalle forze dell’ordine le persone denunciate sono state 120.897 nel periodo osservato, nel dettaglio:

  • 115.738 In ottemperanza ai D.C.P.M. 8 e 9 marzo 2020;
  • 4.092 per falsa attestazione o dichiarazione a pubblico ufficiale, false dichiarazioni sulla identità o su qualità personali proprie o di altri;
  • 257 per inosservanza del divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione o dimora per le persone in quarantena perché risultate positive al virus;

Il picco di denunce, attualmente, si è verificato durante la seconda settimana che va dal 16 al 22 marzo 2020: l’inasprimento delle misure di controllo della terza settimana pare, per ora, aver limitato le uscite non consone allo stato d’emergenza (rif. Figura 3).

Figura 3: “Persone denunciate durante l’emergenza COVID-19 in Italia”
Fonte: Elaborazione su dati del Ministero dell’Interno

Applicando un indice di intensità con lo scopo di far luce sul rapporto tra popolazione controllata e denunciata, scopriamo come la maggior intensità di violazione delle norme si rileva durante la seconda settimana, rispecchiando il trend del grafico precedente. Allo stesso modo intenso il valore registrato per la prima settimana: questo ci porta a comprendere come, inizialmente, le misure non vennero percepite come ben sperato (rif. Figura 4).

Figura 4: “Indice di intensità (b.10) delle persone denunciate durante l’emergenza COVID-19 in Italia”
Fonte: Elaborazione su dati del Ministero dell’Interno

Dalla terza settimana l’inasprimento delle misure ha portato, in aggiunta, l’applicazione di sanzioni da 400 a 3000 euro per chi viene sorpreso a violare le direttive anti-contagio, ulteriore motivo per il quale il numero di denunce nel precedente grafico è calato d’intensità. È Interessante osservare come, nonostante un così acceso inasprimento, si sia delineato un trend nettamente in aumento contando un totale di 15.863 persone sanzionate con un picco di 6.623 durante la domenica del 29 marzo 2020 (rif. Figura 5).

Figura 5: “Persone sanzionate durante l’emergenza COVID-19 in Italia”
Fonte: Elaborazione su dati del Ministero dell’Interno

Il monitoraggio degli esercizi commerciali

Il lock-down su scala nazionale ha coinvolto anche degli esercizi commerciali. Ne sono stati controllati un totale di 1.570.795. Allo stato attuale, con l’ulteriore chiusura verificatasi durante tutto il periodo, le uniche attività che possono rimanere aperte sono quelle che forniscono beni di prima necessità (rif. Figura 6).

Figura 6: “Esercizi commerciali controllati durante l’emergenza COVID-19 in Italia”
Fonte: Elaborazione su dati del Ministero dell’Interno

Sono 259 gli esercizi commerciali sospesi, gran parte dei quali durante la seconda settimana (rif. Figura 7).

Figura 7: “Esercizi commerciali sospesi durante l’emergenza COVID-19 in Italia”
Fonte: Elaborazione su dati del Ministero dell’Intern
o

Osservando gli esercizi commerciali denunciati, questi sono 2.607 con volumi importanti sia nella prima che seconda settimana (rif. Figura 8).

Figura 8: “Esercizi commerciali denunciati durante l’emergenza COVID-19 in Italia”
Fonte: Elaborazione su dati del Ministero dell’Interno

Il già citato inasprimento delle misure prevede anche il sanzionamento e la chiusura degli esercizi commerciali: in merito a quest’ultimo elemento, durante la terza settimana ne sono stati chiusi 103 (rif. Figura 9).

Figura 9: “Esercizi commerciali chiusi durante la terza settimana (dal 23 al 29 marzo 2020) d’emergenza COVID-19 in Italia”
Fonte: Elaborazione su dati del Ministero dell’Interno

Mentre gli esercizi commerciali sanzionati sono 454 nello stesso periodo: interessante come il picco si presenti giovedì 26 marzo 2020 e, soprattutto, sabato 28 marzo 2020 (rif. Figura 10).

Figura 10: “Esercizi commerciali sanzionati durante la terza settimana (dal 23 al 29 marzo 2020) d’emergenza COVID-19 in Italia”
Fonte: Elaborazione su dati del Ministero dell’Interno

Conclusioni

Si osserva, fin da subito, uno stabile ed elevato livello dei controlli sulle persone da parte delle forze dell’ordine. Il calo dei controlli della terza settimana si può relazionare a l’inasprimento, come citato più volte, delle misure di sicurezza attraverso l’applicazione di ingenti sanzioni. In merito a quest’ultimo è vero che si registra anche un calo delle persone denunciate, ma per contro aumentano il numero di sanzionati soprattutto durante il weekend: sembra che la rinuncia a determinate abitudini, durante un importante momento storico senza precedenti, sia molto difficile a prescindere dai provvedimenti per il contenimento.

Cala il numero di esercizi commerciali controllati, supportato dalle politiche di chiusura adottate e dalla turnazione dei punti vendita per il weekend atte a limitare assembramenti. Si rileva un picco nella sospensione delle attività commerciali durante la seconda settimana. Interessante come il numero di esercizi commerciali denunciati registri dei volumi ingenti tra la prima e seconda settimana: questo periodo coincide coi picchi di denunce delle persone controllate: per questo non si esclude una reciproca influenza tra i due elementi. Per quanto riguarda gli esercizi commerciali sanzionati i picchi si rilevano giovedì e sabato, interessante soprattutto quest’ultima giornata poiché sono state specificate delle politiche di apertura e chiusura durante i weekend dalle rispettive associazioni di categoria.

Spunti di riflessione

Quanto evidenziato fornisce indicazioni sulle quali porgersi ulteriori domande che necessitano chiarezza:

  • Quali sono i dati delle rispettive regioni?
  • Come muterà il comportamento dei cittadini a seconda delle restrizioni imposte?
  • Come si evolveranno queste prime valutazioni nel prossimo futuro?

Nei prossimi articoli, si ricercherà la risposta a questa e altre domande.

Vuoi approfondire il tema?

Riferimenti articolo:

Riferimenti articolo:
1 Viral pneuomonia cases reporter in central China – http://www.xinhuanet.com/english/2019-12/31/c_138669240.htm
2 Viral pneumonia cases rise to 59 in central China – http://www.xinhuanet.com/english/2020-01/05/c_138680341.htm
3 New-type coronavirus causes pneumonia in Wuhan: expert – http://www.xinhuanet.com/english/2020-01/09/c_138690297.htm
4 Ministero dell’Interno – https://www.interno.gov.it/

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1 commento

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