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La crescita delle esportazioni italiane

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Tempo di lettura: 9 minuti

Le dinamiche relative al commercio internazionale, e soprattutto alla sua evoluzione, descrivono con particolare efficacia il mercato e il suo impatto sulla società non solo nazionale ma globale, inoltre, contribuisce a descrivere il fenomeno della globalizzazione. Nel caso nazionale, la crescita delle esportazioni italiane, come vedremo, è un dato di fatto.

Il commercio internazionale è costituito da due elementi fondamentali: importazioni ed esportazioni. Questi possono essere osservati a loro volta secondo due caratteri, uno quantitativo e l’altro qualitativo.

In questo articolo è stato preso in considerazione il carattere qualitativo, ovvero il valore di beni e servizi relativo alle esportazioni dall’Italia verso i restanti Paesi del mondo. L’elaborazione dei dati[1]ISTAT – https//www.istat.it/ è stata utile a definire la distribuzione del valore delle esportazioni per le aree geografiche italiane. Sono stati esclusi dalle elaborazioni i dati che non presentavano una chiara posizione geografica.

Nel dettaglio, è stato osservato prima il dato nazionale, successivamente quello delle maggiori aree geografiche e, infine, quelle delle singole regioni.

Il valore delle esportazioni nelle macro aree

Negli ultimi cinque anni il valore delle esportazioni cresce, passando dai 407.064 milioni di euro del 2015 ai 471.415 milioni del 2019: un aumento superiore al 15% (rif. Figura 1).

Figura 1: “Valori in milioni di euro (€) delle esportazioni per l’Italia”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

L’area del Nord Italia rispecchia il trend per lo stesso arco temporale. Ciò che balza all’occhio è il maggior valore detenuto dalle regioni del Nord-ovest piuttosto che del Nord-est Italia (rif. Fiugra 2).

Figura 2: “Valori in milioni di euro (€) delle esportazioni per l’area geografica del Nord Italia”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Interessante la crescita per il Centro Italia, tra le macro aree geografiche è quella che, come risulterà evidente dal prossimo capitolo, mostra la variazioni percentuali più elevate (rif. Figura 3).

Figura 3: “Valori in milioni di euro (€) delle esportazioni per l’area geografica del Centro Italia”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Il Sud e le Isole riflettono la tendenza nazionale così come le altre aree geografiche citate (rif. Figura 4).

Dopo aver osservato i volumi del territorio nazionale e rispettive macro aree geografiche, viene naturale a questo punto chiedersi quale sia la ripartizione percentuale dei valori e quali le variazioni percentuali negli ultimi anni.

La differenza tra nord e sud Italia

Ad un primo sguardo la sempre discussa differenza italiana si fa evidente: nel 2019 il Nord, comprensivo di ovest ed est, detiene il 71,43% del valore delle esportazioni italiane, mentre il Centro con il Sud e le Isole costituiscono il restante 28,57% (rif. Figura 5).

Figura 5: “Ripartizione percentuale del valore delle esportazioni per area geografica nel 2019”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Osservando il triennio è il Centro a mostrare la variazione positiva più elevata: un aumento del +15,57%. segue il Nord-est con il +7,17% ed il Sud con il +6,53% (rif. Figura 6).

Figura 6: “Variazioni nel valore delle esportazioni tra il 2017 ed il 2019 per area geografica”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Nell’osservazione del quinquennio, anche in questo caso, il Centro mostra un aumento del +27,66% seguito dal Sud con il +17,40% e il Nord-est col +16,60%. Per le restanti aree geografiche le variazioni positive risultano superiori al 10% (rif. Figura 7).

Figura 7: “Variazioni nel valore delle esportazioni tra il 2015 ed il 2019 per area geografica”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Il valore delle esportazioni regionali

I dati fino ad ora esposti mostrano segnali positivi, ma dall’osservazione delle regioni per le rispettive macro aree geografiche risaltano delle interessanti evidenze di cui tener conto.

Il Nord-ovest Italia

L’area geografica del Nord-ovest Italia mostra dei segnali positivi soprattutto nel 2017 con il +8,01%; una leggera flessione negativa si presenta nel 2016, ma quella degna di nota è del 2019 con un -1,23% (rif. Figura 8).

Figura 8: “Variazioni annuali per l’area geografica del Nord-ovest Italia”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Osservando con attenzione le regioni facenti parte di quest’area geografica, quella che registra stabilmente valori positivi è la Lombardia, con una leggerissima, quasi impercettibile, flessione negativa del -0,04% nel 2019. A seguire è il Piemonte che mostra variazioni positive superiori al 7% nel 2015 (+7,06%) e 2017 (+7,99%), ma delle flessioni negative nel 2016 (-2,84%) e 2019 (-3,49%). Una condizione più particolare si nota per la Valle d’Aosta dove il 2017 presenta un elevato incremento del +20,35% seguito dal 2018 col +9,12%, questi però sono controbattuti nel 2015 (-0,49%), 2016 (-6,61%) e 2019 (-5,26%) (rif. Figura 9).

Figura 9: “Variazioni annuali per le regioni del Nord-ovest Italia”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Il Nord-est Italia

Anche il Nord-est Italia mostra un interessante aumento per il 2017 con il +6,83%; contrariamente al Nord-ovest, il quinquennio è costellato di variazioni positive (rif. Figura 10).

Figura 10: “Variazioni annuali per l’area geografica del Nord-est Italia”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

La positività del dato precedentemente descritto, si riflette su tutte le regioni che fanno parte dell’area geografica. L’unica che mostra una flessione negativa è quella del Friuli-Venezia Giulia: nel 2019 segna un -0,75%, ma allo stesso tempo è la più virtuosa nel 2017 con il +11,16%; per altro questa è l’unica regione nel 2016 a mostrare un importante variazione positiva (+6,41%) (rif. Figura 11).

Figura 11: “Variazioni annuali per le regioni del Nord-est Italia”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Il Centro Italia

Per il Centro la situazione è differente: il 2019 è l’anno che segna un importante aumento del +12,74%, il secondo picco richiama il trend nazionale del 2017 col +7,96%. Per i restanti anni sono presenti variazioni positive (rif. Figura 12).

Figura 12: “Variazioni annuali per l’area geografica del Nord-est Italia”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

La regione che presenta le variazioni più significative è il Lazio, la quale nel 2017 segna un positivo +20,13%. Il dato del Centro del 2019 è supportato dalla regione Toscana con il +15,64% e dal Lazio col +15,31%. Per quanto riguarda i dati negativi, spicca la regione Marche che nel 2015 segna un -8,96%, riprendendosi nel 2016 (+5,65%) per mostrare nuovamente delle rilevazioni negative nel 2017 (-1,56%) e 2018 (-0,73%) con una ripresa del +3,25% nel 2019 (rif. Figura 13).

Figura 13: “Variazioni annuali per le regioni del Nord-est Italia”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Il Sud Italia

La situazione nel Sud Italia si presenta a sua volta differente: il trend è positivo per tutti gli anni osservati, in special modo nel 2015 con il +10,17%, seguito dal +8,88% del 2016. Dunque, il picco in quest’area geografica si presenta nel 2015 (rif. Figura 14).

Figura 14: “Variazioni annuali per l’area geografica del Sud Italia”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Tra le regioni spicca, letteralmente, la Basilicata registrando un +156,05% nel 2015: la regione è passata da un valore nelle esportazioni del 2014 di 1.149 milioni di € a ben 2.942 milioni di euro nel 2015. L’elemento interessante, sempre a riguardo di quest’ultima, è come il picco si sia protratto nei suoi effetti nel 2016 con una variazione positiva del +53,70%., controbattuta dal -13,33% del 2017, nuovamente risollevatasi nel 2018 col +4,44, chiudendo infine nel 2019 con il -16,00%. Una simile dinamicità, ma più contenuta, si è mostrata in Molise: questa nel 2018 ha mostrato il suo picco positivo più alto segnato dal +68,58%, preceduto qualche anno prima dal 2015 con il +36,39%; l’unica variazione negativa si presenta nel 2017 con un -23,76% (rif. Figura 15).

Figura 15: “Variazioni annuali per le regioni del Sud Italia”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Le Isole italiane

Per quanto riguarda le due Isole maggiori, si presenta una situazione differente: si hanno due rilevazioni positive tra il 2017 (+29,83%) e il 2018 (+12,41%) mentre risultano negative le restanti, in special modo per il 2016 con il -14,78% (rif. Figura 16).

Figura 16: “Variazioni annuali per l’area geografica delle due maggiori Isole italiane”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Sia Sicilia che Sardegna presentano tendenze comuni, più elevate le variazioni per la prima rispetto alla seconda. Entrambe dunque favoriscono il dato del 2017, la Sicilia con il +31,15% e la Sardegna col +27,61%, così come quello del 2018. Unica differenza si ha nel 2015 dove: la Sicilia mostra un dato negativo del -11,61%, mentre la Sardegna una leggera variazione positiva del +1,55% (rif. Figura 17).

Figura 17: “Variazioni annuali per le regioni delle due maggiori isole italiane”
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Conclusioni

L’Italia vede il valore delle esportazioni aumentare per tutto il quinquennio osservato e per tutte le macro aree geografiche. Maggior valore si detiene al Nord, complessivamente con il 71,43%, la cui area ovest spicca con il 38,51% e quella ad est col 32,92%. Il Centro invece ha mostrato i maggiori valori in aumento, sia ne tre che cinque anni osservati.

Con attenzione al Nord-ovest Italia, il picco si rileva nel 2017 condizionato dalle attività della Lombardia, la quale mostra delle stabili variazioni positive, e dalla Valle d’Aosta: questa mostra delle interessanti rilevazioni. Il Nord-est Italia, a sua volta, segue il trend per quanto riguarda il 2017: degna di nota la condotta positiva del Friuli-Venezia Giulia e del Trentino-Alto Adige. tra queste rilevazioni il dato più interessante si rileva nel Centro Italia: questa è l’area geografica che fra tutte mostra l’aumento percentuale più elevato, condizionato in special modo da Lazio e Toscana. Il Sud Italia vede la Basilicata spiccare fra tutte le variazioni positive con il +156,05% nel 2015, allo stesso modo, ma non con la stessa intensità, il Molise mostra delle interessanti rilevazioni positive. Infine, non per importanza, le maggiori Isole italiane mostrano un simbiotico equilibrio tra variazioni positive e negative differente solo nel 2015, le restanti variazioni mostrano un picco positivo come le regioni del Nord Italia nel 2017.

Regioni come la Basilicata hanno tratto vantaggio dall’applicazione di piani regionali, tra i quali quello relativo alla diffusione su tutto il territorio dei servizi di rete (banda larga e adsl), favorendo l’operato delle imprese che hanno saputo trarne vantaggio. Il boom del 2015 è supportato da politiche di medio-lungo termine: gli anni che verranno ne mostreranno l’efficacia.

Spunti di riflessione

Quanto evidenziato fornisce indicazioni sulle quali porgersi ulteriori domande che necessitano chiarezza:

  • Quali sono i dati quantitativi delle macro aree geografiche e delle regioni?
  • Qual è stata l’evoluzione del tessuto imprenditoriale che caratterizza le singole regioni?
  • Quali tipologie di beni e servizi per le esportazioni caratterizzano le singole regioni e macro aree geografiche?

Nei prossimi articoli, si ricercherà la risposta a questa e altre domande.

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Riferimenti articolo:

Riferimenti articolo:
1 ISTAT – https//www.istat.it/

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1 commento

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